sabato 16 febbraio 2019

Quelle chiese dedicate ad altri riti: le sorprese che Firenze ''nasconde''

I.E.

Firenze non sarà Roma, ma fra basiliche, conventi e chiese i turisti – e non solo – hanno l’imbarazzo della scelta sulle strutture da visitare.

ALTRI RITI. Anche per i fiorentini, però, la città nasconde alcune sorprese. Sono tanti, ad esempio, gli edifici cristiani dedicati a riti diversi da quello cattolico. Uno per tutti? Nella fiorentinissima chiesa di San Jacopo Soprarno, che come dice il nome sorge proprio sul fiume, a celebrare le funzioni non c’è un prete, ma un “pope”: l’edificio, infatti, è officiato dalla comunità greco-bizantina. Come ci si può aspettare, all’interno di ogni chiesa, a seconda del rito, si incontrano facce provenienti da diversi angoli del mondo.

VERSO EST. Rimanendo con lo sguardo rivolto all’Est europeo, ci si imbatte nella chiesa di San Giorgio alla Costa, dove si riuniscono gli ortodossi romeni. A pochi metri da Ponte Vecchio, fra i saliscendi delle vie che circondano l’edificio, si trova un vero e proprio pezzo di Balcani. Atmosfera ancora più orientale in via Leone X, proprio dietro la Fortezza. In un edificio costruito appositamente per accoglierla, si trova la chiesa ortodossa russa. La prima pietra fu posata nel 1899 alla presenza, fra gli altri, dell’allora sindaco della città, il marchese Torrigiani. A vederla dall’esterno, sembra che la struttura sia stata sradicata dal suolo moscovita per essere appoggiata in terra fiorentina: cupole a cipolla e profili appuntiti non si incrociano facilmente altrove.

STORIA COMPLICATA. In via Pier Antonio Micheli, all’angolo con via La Marmora, c’è un edificio in stile neogotico, dalla storia un po’ complicata. Nella prima metà dell’800, nello stesso sito, fu costruita la sede della “Trinity Church”, la chiesa anglicana di Firenze. Nel 1877, però, una gruppo di dissidenti fondò la parrocchia di St. Mark, che oggi ha il suo luogo di culto in via Maggio, all’interno di un palazzo che si pensa fosse di proprietà di Machiavelli. In via Micheli, invece, la comunità originaria costruì una nuova chiesa alla fine del XIX secolo, quella che si vede ancora oggi. Dalla fine degli anni ’60, l’edificio è passato al culto valdese.

DALL'ALTRA PARTE DEL MONDO. In via de’ Benci, a pochi passi dalla basilica di Santa Croce, si trova la chiesa protestante metodista. In questo caso, la scritta all’esterno “Chiesa evangelica” libera i curiosi da ogni equivoco: qua non si celebrano più funzioni con rito cattolico, anche se fino ai primi anni del ‘900 l’edificio era conosciuto come la chiesa di San Jacopo tra i Fossi. In lungarno Torrigiani, invece, c’è una struttura dalle pareti rosse, progettata nel 1901 dall’architetto Riccardo Mazzanti per ospitare la chiesa evangelica protestante. Alcune comunità, infine, provengono davvero dall’altra parte del mondo. In via Rucellai si trova la chiesa americana episcopale Saint James. Nella “Iglesia ni Cristo” di via Gran Bretagna, invece, la maggior parte dei fedeli ha pelle scura e occhi a mandorla: il rito che si celebra nell’edificio è praticato soprattutto nelle Filippine.

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