giovedì 13 dicembre 2018

Le ''biciclette dei detenuti'': ecco il brand Piedelibero

Matilde Longo

Presentato in Palazzo Vecchio il marchio ''Piedelibero'', biciclette riciclate ma con un alto livello di design e lavorate da detenuti. 

L'IDEA. Piedelibero è un nuovo brand che lancia una idea innovativa: riprende il progetto di Milleunabici 2.0, realizzato dall'istituto penale di Sollicciano, dal Comune di Firenze e dalla Cooperativa Ulisse, agli inizi degli anni 2000, e ne fa un marchio. Da allora le biciclette abbandonate, provenienti dai depositi comunali, hanno avuto nuova vita: riparate e restaurate dai detenuti nelle officine del carcere fiorentino e rimesse in circolazione. Questo progetto, oltre al riciclo di bici destinate alla rottamazione, ha come scopo il recupero sociale dei detenuti attraverso il lavoro sociale.  

PIEDELIBERO. Il progetto “Piedelibero” è stato presentato oggi dal sindaco Matteo Renzi quale iniziativa sociale clou in vista dei Mondiali di ciclismo. Erano presenti il vicesindaco Stefania Saccardi, il provveditore dell’Amministrazione penitenziaria della Toscana Carmelo Cantone, il direttore del carcere di Sollicciano Oreste Cacurri e dell’Istituto penale minorile Meucci Fiorenzo Cerruto, il presidente della Cooperativa Ulisse Giovanni Autorino, Mario Catoni della Catoni Associati e il consigliere speciale per la bicicletta Giampiero Gallo.

IL COMMENTO. ''Del tema delle carceri - ha sottolineato il sindaco Matteo Renzi, che ha comprato proprio oggi, al termine della conferenza stampa, una bicicletta da uomo blu con ruote rosse - si parla spesso quando ci sono eventi negativi: ma i problemi nazionali non si affrontano con provvedimenti ‘una tantum’ ma con operazioni e sfide culturali ed educative. Per questo siamo felici di promuovere questa iniziativa bellissima con la cooperativa Ulisse che da tanti anni lavora con i ragazzi del carcere e che ora vede la nascita di un brand di prodotti che verranno commercializzati. E’ un modo bello per dimostrare il volto etico e solidale di Firenze proprio nei giorni dei Mondiali di ciclismo”. “Piedelibero è Milleunabici 2.0 – ha spiegato il vicesindaco Saccardi – ovvero la continuazione di un progetto sociale targato Firenze che amplia i propri orizzonti. È anche l’occasione per modificare la progettualità interna al carcere attraverso una operazione di promozione e marketing''.

LA NOVITA'. Piedelibero non si ferma qua: infatti ha fatto nascere “Piedelibero ri-cicli”. Questa iniziativa, che unisce etica ed estetica, consiste nella creazione di un marchio per rendere le biciclette, prodotte dalle officine del carcere di Sollicciano e dell’Istituto penale minorile Meucci, riconoscibili e uniche. Il restauro non è più solo funzionale, ma prevede uno studio di re-design che comprende la scelta di colori e accessori.

I NUMERI. Attualmente sono 3 le officine in funzione: a Solliccianino, all’Istituto Meucci e nella struttura della cooperativa Ulisse, collocata in un edificio di proprietà comunale accanto al ponte della tramvia (ingresso dal parcheggio di via Baccio Bandinelli e dalla pista ciclabile lungo l’Arno). Dieci le persone che vi lavorano, tra cui 3 minori. Circa 600 le biciclette vendute ogni anno sulle circa 900 ritirate dalle depositeria comunale grazie a una convenzione con l’Amministrazione comunale (circa il 20% dei mezzi non è riutilizzabile), 70 le due ruote consegnate al Comune e distribuiti a vari uffici (servizi sociali, cultura, istruzione, Polizia Municipale, sport e ambiente). Ogni anno sono coinvolti circa 700 detenuti per un investimento totale di 340.000 euro.  Il vicesindaco ha ricordato poi le strutture residenziali convenzionate con il Comune per i soggetti in permesso-premio, sottoposti a misure alternative alla detenzione, esecuzione penale esterna al carcere o appena dimessi dal carcere: ovvero il Centro Samaritano gestito dalla Caritas e il Centro Casanova gestito dall’associazione Ciao.

I PREZZI. Sul sito www.piedelibero.it è possibile comprare le biciclette, di cui esistono tre modelli: il base, ovvero le classiche bici vendute finora con prezzi da 40 a 70 euro; il medio, una bicicletta nuova assemblata (tre tipi da 180, 240 e 280 euro); il modello top, invece, una bicicletta riassemblata con pezzi originali e esclusivi. Si tratta quindi di un prodotto di artigianato e il prezzo si attesta su 380 euro.

18 settembre 2013
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