venerdì 18 gennaio 2019

Il cinema Spazio Uno è salvo

Lo Spazio Uno si lascia finalmente alle spalle un momento di difficoltà tristemente condiviso con molti altri cinema del centro storico, letteralmente divorati da multisala e grandi catene
Daniele Mu
Cinema Spazio Uno Firenze non chiude

I cinefili possono stare tranquilli: il peggio per lo Spazio Uno è superato. Il futuro del cinema, garantisce Giuseppe Giuliattini (co-titolare della storica sala), è al sicuro: la proposta che gli acquirenti dello stabile stanno valutando consiste nel ristrutturare ilocali, con l’ampliamento della sala principale e l’apertura di due mini-auditorium da una cinquantina di posti, ai quali si affiancherebbe una caffetteria. Tutto al piano terra, così da liberare gli altri due piani che sarebbero destinati a uso residenziale.

La vicenda

Quella dello Spazio Uno è una storia che parte oltre quarant’anni fa. L’apertura negli anni Sessanta come cineclub del dopolavoro Enel, i numerosi cambi di gestione, le turbolenze degli anni Novanta. Nel 2002 finalmente la nuova gestione riesce, non senza qualche difficoltà iniziale, a rilanciare il cinema con una programmazione che, tra il 2015 e il 2016, vede una crescita nei biglietti venduti pari al 40%.

Le incertezze iniziano pochi anni fa. Enel, proprietaria dell’edificio di via del Sole, mette in vendita l’intero stabile dove si trova il cinema. Di fronte alla prospettiva concreta della chiusura i titolari chiedono l’intervento di Palazzo Vecchio.

Il Cinema Spazio Uno non chiude

Come tutte le sale del centro, infatti, anche quelle dello Spazio Uno sono vincolate a tale uso. Il Comune ottiene la proroga del contratto fino al 30 maggio 2018 e un impegno non negoziabile da parte del nuovo proprietario: che, anche dopo la vendita, i locali mantengano le loro funzioni attuali. Il 31 maggio arriva l’ufficialità: il nuovo proprietario dell’edificio acquisirà gli spazi a dicembre 2018 e il cinema potrà continuare con la sua programmazione.

Cinema Spazio Uno non chiude


Lo Spazio Uno si lascia alle spalle un momento di difficoltà tristemente condiviso con molti altri cinema del centro storico, letteralmente divorati da multisala e grandi catene. Da una parte c’è chi, come l’Ariston, non ha retto il colpo ed è stato costretto a chiudere. Dall’altra c’è chi è riuscito a reinventarsi. È il caso del cinema Odeon, diventato un vero e proprio luogo di culto per gli amanti dell’original sound.

O ancora dello Spazio Alfieri e della Fondazione Stensen, che si sono ritagliati un ruolo di rilievo con una programmazione d’essai e con la collaborazione con i numerosi festival cittadini. O del più recente
La Compagnia che, oltre alla ordinaria programmazione, ospita festival, documentari, rassegne e mostre. Perché diciamolo: il multisala è bello, ma vuoi mettere l’intimità di una piccola sala del centro storico?

9 settembre 2018
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