lunedì 10 dicembre 2018

Le re-performance di Marina Abramovic a Palazzo Strozzi

Uno sguardo sui protagonisti della retrospettiva di Marina Abramović a Firenze: 32 tra attori e danzatori selezionati per replicare ogni giorno le più celebri performance dell'artista serba
Paola Bolletti

La mostra The Cleaner a Palazzo Strozzi è iniziata da poco più di una settimana ed è già stata visitata da 10.000 persone. L’artista ha lasciato la città, ma la febbre da Marina Abramović a Firenze è ancora molto alta e si continua a parlare della gremita conferenza stampa al cinema Odeon, del tutto esaurito al Teatro del Maggio per lo “Speaks” con Galansino e del recente appuntamento per il firmacopie del suo ultimo libro culminato con l’aggressione da parte di un “collega”.

Artista dalla forte personalità, amata, criticata, la cosa certa è che Marina Abramović a 72 anni fa ancora parlare di sé e l’indiscussa rivoluzione che ha portato nel mondo della performance art ha reso da sempre ogni sua opera un evento da raccontare, o meglio da vivere, come un viaggio nel profondo di se stessi.

Re-performance, che cos'è

In questi giorni, e fino al 20 gennaio 2019, entrando a Palazzo Strozzi non ci si deve aspettare di visitare un’esposizione come le altre, fatta di dipinti, fotografie, video o istallazioni – che in realtà ci sono e ripercorrono i cinquant’anni di lavoro di questa straordinaria artista - ma si entra a contatto con la personalità di Marina Abramović e con il suo messaggio.

Dal 2005 la Abramović lavora con la re-performance intesa come mezzo che non solo vuole conservare, ma dare anche nuova vita a una forma d'arte effimera per eccellenza, che acquista e muta a seconda dell’attore che la interpreta. La forza di “The Cleaner” è altresì grazie alla presenza di artisti, tra attori e danzatori appositamente selezionati e formati, chiamati quotidianamente a replicare alcune tra le sue più celebri performance.

IMPONDERABILIA

L’impatto è molto forte quando, una volta saliti al Piano Nobile, si incontra la prima coppia di performer che si alternano nel corso della giornata: nudi, immobili, uno di fronte all’altra, occhi negli occhi, sotto uno stretto passaggio. Il visitatore può decidere se accedere alla mostra sgusciando attraverso di loro (decidendo se voltarsi verso il maschio o verso la femmina) oppure lateralmente. Questa sfida/provocazione si intitola Imponderabilia e fu presentata da Marina Abramović e dal suo compagno Ulay nel 1977 alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna per dimostrare che l’importanza degli elementi imponderabili determina il comportamento umano.

Già da questa prima performance si può intuire la preparazione dei giovani protagonisti che si avvicendano – per “Imponderabilia” tutti i giorni dalle ore 11.30 alle 19.30, il giovedì fino alle 21.30 - restando impassibili alle reazioni del pubblico. Alcuni hanno già lavorato per la Abramović quindi preparati al controllo del corpo e alla fatica. Sì, perché anche restando immobili, stanchezza e stress si fanno sentire. In loro aiuto tanta concentrazione, la capacità di estraneazione e un discreto accumulo di adrenalina.

Chi sono i performer "cloni" di Marina Abramovic a Palazzo Strozzi

I performer di Palazzo Strozzi sono 32 e sono stati selezionati a seguito di una call internazionale alla quale hanno risposto più di 150 persone. I provini si sono svolti a fine luglio e sono durati tre giorni alla presenza dell’assistente personale della Abramović, Lynsey Peisinger.

Sono 12 uomini e 20 donne e provengono da più parti d’Italia, nonché da Germania, Danimarca, Norvegia e Francia. Hanno preso alloggio qui a Firenze. Prima dell'apertura della mostra ci sono state polemiche, da parte dei sindacati, per il compenso considerato non adeguato rispetto all’impegno e allo sforzo fisico al quale si devono sottoporre.

In equilibrio su un sellino: Luminosity

Prendiamo ad esempio Luminosity, sempre al Piano Nobile nei giorni di lunedì, giovedì, venerdì dalle ore 15.00 alle 16.00 e domenica dalle 12.00 alle 13.00. A metà tra una crocefissione e l’Uomo Vitruviano di Leonardo, in questa performance live l’artista, anch’essa completamente nuda, resta in equilibrio per trenta minuti su un sellino di bicicletta, con i piedi sospesi dal suolo, muovendo lentamente le braccia e le gambe. Un lavoro che vuole suggerire una riflessione sull’intensità della spiritualità che riesce a imporsi sulla fisicità del corpo attraverso il controllo del movimento.

Questa è forse la prova più impegnativa per le performer, ma grazie alla preparazione e ai consigli avuti dalla stessa Abramović, riescono a distaccarsi dal contesto in atto e a concentrarsi sullo scambio di energia con chi le osserva facendole sentire meno vulnerabili.

Cleaning the Mirror 

In Cleaning the Mirror il performer è seduto con uno scheletro in grembo nel tentativo ossessivo di pulirlo con una spazzola che, immersa in acqua sporca, non si pulirà mai. Marina Abramović interpretò per la prima volta questa performance nel 1995, con l’intento di affrontare il tema della morte e della temporalità: lo scheletro rappresenta infatti l’ultimo specchio che affronteremo. Secondo il programma del Daily live, “Cleaning the Mirror” viene ripetuta il martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 14.30 alle 19.30.

Freeing performance Marina Abramovic Palazzo Strozzi Firenze

Freeing Series e le opere a cui possono partecipare tutti

Tutti i giovedì e il sabato pomeriggio dalle ore 16.00, all'interno della Strozzina, è possibile anche assistere a Freeing Series. Qui il performer è seduto su una sedia, spalle al muro e ripete ininterrottamente parole e frasi nella propria lingua fino a che non gli viene più in mente nulla.

Per Marina Abramović questo rito rappresentò il passaggio per “esorcizzare” il proprio contesto di origine prima di lasciare Belgrado. Apparentemente la prova potrebbe sembrare meno dura delle altre, ma non è così. Durante questa esperienza la mente del performer si svuota letteralmente e al termine viene avvertita una forte stanchezza mentale e fisica.

Per la prima volta in Italia

Per la prima volta in Italia, dal 28 novembre al 9 dicembre, Palazzo Strozzi ospiterà la re-performance di The House with the Ocean View. Si tratta di una struttura sospesa che riproduce tre interni dove gli attori interpretano l’esperienza che nel 2002 Marina Abramović, nella galleria Sean Kelly di New York, visse ininterrottamente per 12 giorni in silenzio e senza mangiare.

I visitatori di Palazzo Strozzi potranno quindi osservare gli attori mentre dormono, meditano, fanno la doccia o usano il bagno. Questa performance vuole essere una dichiarazione di trasparenza e di stato di impotenza che permette un dialogo di energia tra il protagonista e gli spettatori oltre che a volerci far riflettere su vacuità, tempo, spazio e vuoto.

Marina Abramovic performance Firenze

All’interno di “The Cleaner” molte sono anche le opere partecipative dove il visitatore interagisce con strumenti, installazioni, sculture, in cui l’oggetto diventa transitorio di energia oppure fa rivivere celebri performance che hanno fatto conoscere Marina Abramović in tutto il mondo. 

2 ottobre 2018
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