domenica 24 marzo 2019

Il diritto alla speranza negli scatti di Massimo Sestini

Inaugurata ''Mediterraneum'', la mostra permanente degli scatti più celebri del fotogrado pratese. Resteranno esposti in formato maxi all'ingresso del Mandela Forum
Barbara Palla
''Il diritto alla speranza'', mostra del fotografo Massimo Sestini al Mandela Forum

Una barca carica di migranti, di storie e desideri di riscatto approda al Mandela Forum: è stata inaugurata oggi la mostra permanente Mediterraneum – il diritto della speranza, scatti dal mare del fotografo Massimo Sestini. 14 stampe in maxi-formato retroilluminate saranno esposte nell’ingresso e sul soffitto del Palazzetto per dare una dimensione completamente nuova al fenomeno che ormai vive nell'attualità di tutti i giorni.

Gli scatti impossibili di Massimo Sestini

Verticali, rubati, impossibili o impensabili, gli scatti di Massimo Sestini, fotografo di origine pratese, catturano tutto e tutti. Sestini è ovunque e da nessuna parte: nella sua lunga carriera di fotoreporter si è appostato su alberi, sulle barche, si è nascosto tra la folla per essere sempre nel posto giusto al momento giusto. Così è riuscito a superare le barriere del matrimonio blindato di Eros Ramazzotti e Michelle Hunziker, a guardare oltre i confini delle ville sarde di politici italiani e a ritrarre la principessa Diana in bikini durante una vacanza in Italia.

La sua totale incuranza dei pericoli lo ha spinto a superare tutti i limiti fino ad arrivare a fotografare dal cielo. Proprio nella particolare tecnica zenitale, ovvero nel raggiungere una posizione esattamente verticale sopra il soggetto fotografato, si apprezza l'abilità di Sestini. Le sue fotografie portano ad una rottura drastica, quasi destabilizzante, della prospettiva e permettono di osservare la realtà con uno sguardo completamente nuovo. Così, lo spettatore si trova davanti a immagini che raccontano in modo diametralmente gli eventi che hanno segnato la storia recente del paese come ad esempio i danni materiali e umani dei terremoti nel Centro-Italia, la tragedia della Costa Concordia al largo dell'Isola del Giglio, ma soprattutto il flusso migratorio che dal 2013 attraversa il Mediterraneo.

 

Sono 14 le maxi-stampe esposte che mostrano in primo piano le barche stipate e i volti segnati, stanchi e impauriti di coloro che hanno abbandonato le coste della Libia o della Tunisia per raggiungere l'Italia o la Grecia.

Le fotografie sono state realizzate durante le operazioni di salvataggio della Marina Militare Italiana nel 2014 alle quali Sestini ha partecipato a bordo di un elicottero. Da quel punto di vista privilegiato ha scattato la sua immagine forse più famosa Mare Nostrum, nella quale ritrae una barca abbandonata in mezzo al mare con circa 500 persone stipate sopra. Questa fotografia gli ha permesso di vincere il premio del World Press Award nel 2015, il più prestigioso premio per i fotoreporter del mondo intero.

Al servizio fotografico di Sestini è stato associato un progetto più ampio. In seguito ad un appello in rete, il fotografo è riuscito a rintracciare i soggetti presenti sulla barca e ne ha raccontato le storie. Nonostante di molti si siano perse le tracce, gli altri sono riusciti non senza difficoltà a stabilirsi in Italia o a spostarsi all'estero. Il prossimo 20 giungo, questo progetto sarà presentato in anteprima, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, sui canali del National Geographic Network.

“Abbiamo cercato di colpire il vostro animo con immagini che possano rimanere indelebili tra i vostri ricordi”, così Sestini commenta la sua mostra. Senza dubbio è un evento da non mancare in città, al quale sarebbe interessante dedicare una gita, per vedere con i propri occhi, per quanto possibile, la realtà di un fenomeno spesso mal raccontato.

La mostra al Mandela Forum è stata promossa dall'Associazione Nelson Mandela a conclusione dell'anno di festeggiamenti dei cento anni della nascita del leader sudafricano.

12 febbraio 2019
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