domenica 24 marzo 2019

Il futuro della stazione Foster? ''Non dipenda solo da calcoli economici''

L’Ordine degli Architetti di Firenze interviene sulla questione del futuro della stazione Foster, collegata allo sviluppo del sottoattraversamento della Tav
Redazione
Stazione Foster Firenze Architetti

La stazione Foster continua  a essere in bilico, nonostante i lavori siano iniziati da tempo: la realizzazione del nuovo stop sotterraneo dei treni ad alta velocità è legato alle valutazioni sul sottoattraversamento fiorentino.

La mozione in Consiglio regionale

Se il tunnel non si farà o il progetto sarà modificato, questo inciderà ovviamente sui cantieri negli ex Macelli di via Circondaria. Anche per il nodo fiorentino infatti si attende un dossier costi-benefici, uno studio analogo a quello dedicato alla Tav Torino-Lione. Intanto si continua a discutere sul futuro della “voragine Foster”: il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Giacomo Giannarelli ha presentato una mozione in cui si chiede che sia bandito un concorso internazionale di idee per pensare all'utilizzo di questa area della città.

Stazione Foster: la posizione dell'Ordine degli Architetti

Nella discussione si inserisce anche l'Ordine degli Architetti di Firenze, secondo cui il domani della stazione Foster “deve dipendere non solo da puri calcoli economici, visto anche quanto è già stato speso finora, ma da quello che è necessario per lo sviluppo della città”.

“Il vero tema da considerare in questa bagarre contemporanea è il ruolo virtuoso che la politica deve avere nei confronti degli interessi della collettività – si legge in un comunicato ufficiale - l'attuale sorte della stazione Foster è l'ultima tappa di un percorso che già troppe volte ha cambiato direzione dall'iniziale concorso internazionale del lontano 2002”.

Poi gli architetti evidenziano come "affidare oggi le sorti dell'area a un concorso di idee, per definizione strumento poco operativo in tempi rapidi, significa non rispettare l'interesse collettivo e tradire le legittime aspettative dei cittadini. Demandare al concorso di idee il ruolo di indicare cosa fare di quest'area vorrebbe dire rimandare a chissà quando la realizzazione di qualsiasi cosa, destinando l'area dell'attuale cantiere a un ulteriore, lungo periodo di immobilismo. Queste non sono le finalità di un concorso: il concorso funziona se si danno indicazioni precise e se si ha ben chiaro che cosa sia necessario ottenere, diventando in questi casi, come abbiamo più volte ripetuto, il miglior strumento possibile, quello che offrirà poi la migliore delle soluzioni a quella specifica richiesta dettata dall'amministrazione”.

13 febbraio 2019
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